Monza Revival, 26 luglio 2026

Dopo quasi due anni di assenza, sono tornato all’Autodromo di Monza, nel Tempio della Velocità.
E quale occasione migliore del Monza Revival, accompagnato dalla mia ragazza e da una coppia di amici fraterni?

L’impianto, che negli ultimi periodi ha subito alcune modifiche nella parte legata al parco a “contorno” della pista, ha ospitato per il fine settimana gare dal sapore nostalgico: oltre a gara 1 e gara 2 delle Formula 1 storiche, comprese tra gli anni 1966 e 1985, altre manifestazioni di contorno hanno visto scendere in pista prototipi Gruppo C d’epoca e altre vetture endurance più o meno datate.
Nonostante gli esemplari presenti, sicuramente dai valori importantissimi, i piloti non hanno risparmiato staccate al limite, contatti e spettacolo.
Peccato non aver potuto vedere da vicino i meccanici mettere a punto le auto nei box e nel paddock, in quanto l’accesso era riservato ai soli addetti ai lavori.

Ancora una volta, autodromo a porte aperte: il pubblico presente ha potuto accedere alla struttura senza dover pagare il biglietto d’ingresso, ma solamente il parcheggio per coloro i quali hanno deciso di entrare con un veicolo.

Parecchi gli appassionati accorsi sulle tribune; sicuramente, una nota negativa, per rimanere in tema, è la mancanza della tribuna al centro della Variante Ascari, smantellata qualche anno fa e non più ripristinata. Da quell’angolazione si potevano apprezzare i bolidi arrivare dal sottopasso, affrontare la staccata della variante (punto che, nel corso degli anni, ha regalato moltissimi sorpassi in tutte le discipline), percorrere il sinistra-destra-sinistra ed uscire a gas spalancato, immettendosi sul rettilineo che porta alla Curva Parabolica, da poco ribattezzata Curva Alboreto.
L’auspicio è che, con i lavori di ammodernamento dell’Autodromo che verranno eseguiti nei mesi a venire, questa tribuna venga riposizionata.

Nel complesso, una bellissima esperienza trascorsa in ottima compagnia, al “cospetto” di vere e proprie opere su ruote, che hanno scritto pagine memorabili del motorismo sportivo, con la speranza che la manifestazione venga ripetuta anche in futuro, accresca il numero di vetture presenti e dia la possibilità agli appassionati di avvicinarsi alle vetture anche nel paddock e nei box, un po’ come avveniva anni fa in occasione della Coppa Intereuropa Auto Storiche.

12° Rally Coppa Camuna, 18 e 19 luglio 2026

Archiviata la dodicesima edizione del Rally Coppa Camuna, andata in scena nel fine settimana del 18 e 19 luglio, è ora di fare i bilanci.

La classica competizione della Vallecamonica, rivisitata e ribattezzata più volte nel corso degli anni, ha offerto ancora una volta spettacolo per gli appassionati assiepati sui prati e muretti a partire dallo shakedown “Deria” del sabato pomeriggio, a cui sono seguite due speciali nello stesso giorno, delle quali una in notturna, sulla prova “Sisem Astrio”.

Della lunghezza di quasi quindici chilometri, il tracciato si caratterizza da una prima parte in salita, che tocca i territori di Mezzarro, Bienno e Prestine, mentre nella seconda metà, da Astrio a Breno, passando per l’abitato di Pescarzo, vengono messi a dura prova i freni delle vetture tra allunghi e tornanti, tutti rigorosamente in discesa.

Il secondo passaggio, a partire dalle ore 21:18, è stato condizionato parzialmente dal temporale, che ha bagnato l’asfalto di tutta la prova per circa un’ora.
Fanaliere accese, dischi dei freni incandescendi e pioggia hanno fatto vivere ai piloti e al pubblico sensazioni d’altri tempi, quando i rally “al buio”, talvolta in condizioni difficili, erano il pane quotidiano.

Al termine della prima giornata, la classifica generale ha visto davanti a tutti l’equipaggio Dall’Era-Beltrame, su Citroen C3 WRC, seguito da Raffetti-Rocca e Guerra-Maifredini, entrambi su Skoda Fabia RS Rally2.

La giornata della domenica ha visto il ripetersi delle prove “Montecampione” e “Valsaviore” due volte ciascuna.
A partire dalle ore 8:31 i protagonisti si sono dati battaglia sul nastro d’asfalto che, per anni, è stato palcoscenico di una delle classicissime gare in salita camune, della quale alcune edizioni addirittura con titolazione europea: la Piancamuno-Montecampione.

Il tracciato, “prestato” per l’occasione al Rally Coppa Camuna, ha fatto registrare ancora il miglior crono per Dall’Era-Beltrame, sempre incalzati da Raffetti-Rocca e Guerra-Maifredini.
Di rilievo la “bandiera bianca” alzata dagli attesissimi, nonchè “padroni di casa” e plurivittoriosi, Bondioni-D’Ambrosio che, dopo aver subito una foratura nel corso della prima speciale del sabato ed aver regalato un po’ di spettacolo al pubblico presente sulla ripetizione della stessa “Sisem Astrio” del sabato sera, si sono ritirati e non han preso parte alla continuazione della manifestazione della domenica.

Il giovanissimo pilota locale Mattia Raffetti, navigato da Paolo Rocca, si è imposto sulla successiva prova “Valsaviore”, riducendo a meno di due secondi lo svantaggio dall’equipaggio in testa alla gara e riaccendendo le speranze di insidiare la prima piazza.
La speciale, della lunghezza di poco più di nove chilometri, si snocciola tra i territori di Andrista e Cevo.
Caratteristica la strettissima e molto impegnativa inversione sinistra a circa tre chilometri dalla fine.

Tornati sulla “Montecampione”, Dall’Era-Beltrame e la loro nera C3 WRC hanno ristabilito le gerarchie, vincendo la speciale e ripetendosi sulla “Valsaviore 6”.

Caratterizzata dal bel tempo per tutto l’arco della giornata, la domenica si è conclusa abbastanza agevolmente, seppur con del ritardo accumulato a partire dalla prova numero 3 che si è trascinato fino alla fine della manifestazione.

Al termine delle ostilità, il gradino più alto del podio è andato ad Alberto Dell’Era e Luca Beltrame, in testa dall’inizio alla fine del Rally.
Mattia Raffetti e il fido Paolo Rocca si sono aggiudicati la piazza d’onore, terminando nella generale a sei secondi dai primi, ma comunque imponendosi nel gruppo RC2N e in classe Rally2.
Al terzo posto Fabrizio Guerra e Giovanni Maifredini, sempre su Skoda Fabia RS.

Negli altri gruppi, i più veloci sono stati rispettivamente Tonella-Pedretti in RGT (Porsche 997 RS), Colombi-Rivoir in RC3N (Renault Clio Rally3), Fumagalli-Morini in RC4N (Peugeot 208 Rally4), Rivaldi-Tiziani in RC5N (Renault Clio Rally5).

5° Raduno Nazionale 106Rallye Club Italia, 19, 20 e 21 giugno 2026

La Regione Abruzzo, nell’arco del fine settimana del 19, 20 e 21 giugno, è stata il palcoscenico per l’edizione 2026 del Raduno Nazionale del 106 Rallye Club Italia.
La manifestazione si è svolta principalmente in provincia dell’Aquila: alcuni dei partecipanti hanno raggiunto la zona già dal venerdì sera e l’occasione è stata propizia per scambiare quattro chiacchiere seduti davanti ad una pizza e una birra con il resto della grande famiglia di Peugeot Citroen Insieme.

Il sabato mattina, dopo essersi incontrata a Campo Felice, la comitiva è partita con destinazione Roccaraso, attraversando lo stupendo scenario dell’Altopiano delle Cinquemiglia.
Dopo pranzo, il gruppo ha ripreso la marcia, spostandosi verso Popoli e percorrendo la famosa strada delle “Svolte”, “campo di battaglia” di una delle più importanti cronoscalate automobilistiche sul suolo nazionale.

Per la cena, i partecipanti del raduno “dinamico” si sono uniti nuovamente a quelli del raduno “turistico” (Peugeot Citroen Insieme).

La domenica mattina, partiti da Preturo, i centoseisti (accompagnati da alcuni proprietari di Peugeot 205 e da una 207) si sono diretti verso l’altopiano di Campo Imperatore, il “Tibet” italiano: durante il trasferimento, sono state effettuate delle riprese video sia in marcia, anche con un drone, sia delle fotografie, anche a testimonianza del fatto che il gruppo è molto coeso.

Il pranzo della domenica è stato l’ultimo momento di convivialità, ancora una volta condiviso da tutto il gruppo di Peugeot Citroen Insieme.

L’intero evento si è svolto senza problemi né, fortunatamente, noie meccaniche; nel complesso, una manifestazione molto dinamica, che si è sviluppata senza intoppi e in maniera molto rapida, con medie di percorrenza di tutto rispetto, grazie soprattutto alla conformazione favorevole delle strade regionali (molto ampie, scorrevoli e ben raccordate) e al traffico locale quasi assente.

5° Raduno Nazionale del 106 Rallye Club Italia archiviato con molto entusiasmo da parte dei partecipanti, i quali si sono espressi in modo positivo e hanno avanzato richieste agli organizzatori circa una replica del fine settimana.
Ipotesi in fase di valutazione, eventualmente da realizzarsi tra qualche anno, così da lasciare spazio, nel frattempo, ad altre regioni “ospitanti”.

Nel complesso, una manifestazione degna di nota, andata in scena nella splendida cornice abruzzese, nella quale i fantastici scenari naturali e paesaggistici che la regione offre, oltre al meteo molto clemente, l’hanno fatta da padrone.

75° Trento-Bondone, 13-14 giugno 2026

Anche quest’anno non ho potuto mancare ad uno degli appuntamenti più importanti del panorama motoristico nazionale (e non solo): la Trento-Bondone, conosciuta anche come “l’Università della Salita”, per il suo essere selettiva, dura, impegnativa.

La gara, lunga quasi diciotto chilometri, è immersa nel bellissimo paesaggio montano della provincia tridentina e richiama sempre numerosi piloti, oltre ad un vasto pubblico di appassionati che si distribuiscono lungo tutta la tratta, pronti a poter apprezzare le gesta dei propri beniamini.

Quest’anno, gli iscritti si sono attestati a duecentocinquantadue, tra vetture storiche, classiche e moderne.

Ancora una volta, come succede ormai fortunatamente da qualche anno a questa parte, durante la giornata del sabato l’organizzazione è riuscita a far svolgere entrambe le manches di prova, dando così la possibilità a tutti coloro i quali l’avessero desiderato di provare la vettura in vista della gara domenicale.

Il giorno successivo il suono dei motori ha iniziato a riecheggiare nell’intera vallata intorno alle ore 9.00, prima con le vetture iscritte alla parata, seguite dai tre apripista (il primo dei quali il sanmarinese Paolo Diana, a bordo della sua variopinta “131”).
Le ostilità hanno preso il via poco prima delle ore 10.00: ancora una volta (sperando sia l’ultima), l’ordine di partenza non è coinciso con quello degli iscritti (e con il naturale programma che ha sempre tenuto conto, nel corso degli anni,  della numerazione data dal tipo di categoria di auto).
Per esigenze di Campionato Supersalita (e televisive) si è deciso di far partire le vetture Racing Start, seguite dalle Racing Start Plus, dalle E1 Italia, dalle GT e dai prototipi.
Solo dopo il passaggio della vettura numero 1, han preso il via i Gruppi N, i Gruppi A, le vetture “Rally”, le E2SH, successivamente le Vetture Storiche e, a chiudere la giornata, l’unica vettura Classica superstite. 
Tutto ciò, oltre ad essere poco appetibile dal punto di vista dello spettacolo, crea non poca confusione sia tra il pubblico, che tra i partecipanti ed addetti ai lavori.

Lo svolgimento della manifestazione è comunque proseguito abbastanza regolarmente, con poche interruzioni a causa di altrettanti incidenti.
Complice sicuramente il bel tempo, che ha caratterizzato positivamente l’intero fine settimana.

Nella classifica generale ad imporsi è stato il toscano Mirko Torsellini su Norma M20 FC, che già aveva ben figurato alla Malegno-Borno del mese scorso e alla Fasano-Selva di inizio giugno.
A soli due decimi, Stefano Di Fulvio su Nova Proto Np01 Turbo.
A chiudere il podio, con meno di tre secondi e mezzo, Luigi Fazzino su Osella PA30 Evo.

Una gara tiratissima, con i primi tre piloti racchiusi in pochissimo tempo, che hanno garantito al pubblico presente uno spettacolo degno di nota, nonostante l’assenza dei tre tra i padroni della disciplina che rispondono ai nomi di Christian Merli, Simone Faggioli e Diego Degasperi.

14° Valsugana Historic Rally, 6 giugno 2026

Quattordicesima edizione di una della  gare classiche trentine, il Valsugana Historic Rally.
La manifestazione, che fa da palcoscenico a bellissime prove speciali immerse in panorami incantati, attira sempre parecchi iscritti e altrettante vetture storiche che sanno solleticare i nostalgici dei rally che furono, come il sottoscritto.
Colori, livree, profumi e rumori, riempiono ed attraversano le vallate e strappano sorrisi a trentadue denti agli appassionati abbarbicati sui muretti delle speciali, che prontamente commentano i passaggi dei loro beniamini con chiari e netti riferimenti alle gare del passato. 

I circa cento equipaggi pronti a darsi battaglia al “pronti-via”, suddivisi tra vetture storiche, le più recenti “classiche” e le agguerrite (e propedeutiche) A112 Abarth, si sono sfidati sulle quattro prove speciali, ognuna delle quali ripetuta due volte. 

 

La prima speciale “Murello”, quella collocata più ad oriente sulla “Cartina del percorso” è stata seguita dalla “Val Malene”, più a nord.
Usciti dalla prova e timbrato il controllo orario, i protagonisti si sono spostati sulla “Serot”, prova decisamente più dura, dal chilometraggio importante.
Ultima in ordine cronologico la “Sella”, a sud di Borgo Valsugana, che ha attraversato le bellissime strade dell’omonima valle (la Val di Sella, appunto).

Delle novantanove vetture partite, purtroppo quasi trenta hanno dovuto cedere il passo ad incidenti, guasti meccanici ed altre noie.

Tra le vetture storiche, il miglior crono è stato quello fatto registrare da Luise/Ferro (a bordo della loro bellissima BMW M3 E30 con una livrea che ricorda quella portata in gara da Zanussi/Amati negli anni ottanta); secondo gradino del podio per la vettura “gemella” di Lovisetto/Gasparotto.
A chiudere, con il terzo posto, la fantastica Lancia Rally 037 di Nerobutto/Zanchetta. 

Delle tre vetture classiche partite, solo due hanno ultimato il rally, e sono state, nell’ordine, l’affascinante Peugeot 206 WRC di Cobbe/Angeli, alle cui spalle hanno terminato Gasparotto/Bizzotto sulla Subaru Impreza 555 del Team Bassano.

 

Nel Trofeo A112 Abarth la vittoria è stata appannaggio di Oriella/Mengon, seguiti da Armellini/Pinton e dall’equipaggio Zanelli/Zanni.

55° Trofeo Vallecamonica Malegno-Ossimo-Borno, 16 e 17 maggio 2026

Una Malegno-Borno dal sapore a tratti ancora invernale quella andata in scena nel fine settimana del 16 e 17 maggio 2026, giunta alla sua cinquantacinquesima edizione.
Il meteo, fortunatamente asciutto sia nella giornata del sabato che in quella di domenica, è stato caratterizzato da temperature decisamente frizzanti e al di sotto delle medie stagionali.

 

Ancora valida per il Campionato Italiano Velocità Montagna e per il Campionato Italiano Supersalita, la gara ha potuto contare sull’iscrizione di oltre duecentoventi piloti, suddivisi tra auto storiche, auto classiche e moderne.

 

Parecchio complicato è stato l’ordine delle partenze, che, purtroppo, non ha rispettato quello classico e “naturale”: dopo le auto storiche, le vetture classiche, le “omologazioni scadute” Gruppo N ed A e le vetture “Rally”, hanno preso il via le vetture E1 Italia, seguite dalle vetture turismo, dalle GT e dai prototipi.
Solo dopo il passaggio dell’ultima “barchetta”, è stata la volta delle Racing Start, delle Racing Start Plus e dalle Racing Start Turbo Cup.
Stesso copione per la manche del sabato pomeriggio e quella della domenica mattina, mentre il passaggio della domenica pomeriggio non ha visto la presenza delle vetture che non sono ammesse al “Supersalita” (storiche, classiche, Gruppi N ed A e vetture Rally).

Le molte bandiere rosse hanno frammentato parecchio la manifestazione, che è stata caratterizzata (abbastanza un classico per la gara camuna) da molti tempi morti, necessari al ripristino della carreggiata e alla rimozione delle auto incidentate.

Ad avere la meglio, nella classifica assoluta, ancora una volta Simone Faggioli, a bordo della sua Nova Proto NP01, che ha preceduto di neanche tre secondi (sulla somma dei tempi) il pilota svizzero Victor Darbellay (anch’egli su Nova Proto NP01). Terzo gradino del podio per il sorprendente Mirko Torsellini, su Norma M20 FC, a tre decimi dal pilota elvetico.

Classifica finale molto ristretta, che ha visto i primi sette piloti racchiusi in meno di dieci secondi, sulla somma delle due manche di gara.
Per il toscano della “Best Lap” sesta vittoria assoluta al Trofeo Vallecamonica.

Come sempre, per il sottoscritto, moltissima emozione, scaturita dalla presenza a questa spettacolare manifestazione, che personalmente considero “La Gara” per antonomasia: caratterizzato da una prima parte del percorso molto tecnica e guidata, il tracciato si sviluppa in un secondo tratto molto più veloce e “da pelo”, dove il piede e il coraggio dei partecipanti fanno la differenza.

Un plauso anche ai moltissimi piloti camuni presenti, che ancora una volta hanno ben figurato nelle rispettive compagini. 

24° Levico-Vetriolo-Panarotta, 1/2 maggio 2026

Archiviata la ventiquattresima edizione della Levico-Vetriolo, la terza “dell’era moderna”, da quando Diego Degasperi si è occupato della riorganizzazione della manifestazione.
La gara, anno dopo anno, è riuscita ad aumentare il numero di iscritti, a dimostrazione del fatto che tutto il meccanismo che la riguarda gira nel verso giusto, il tracciato richiama piloti e pubblico e i tempi di esecuzione sono quasi perfetti: la formula di suddividere in due le prime manche di prova e di gara, facendo scendere le vetture salite per prime a metà svolgimento e ripartire immediatamente con la restante parte dei partecipanti, sicuramente velocizza il tutto, evita tempi morti tra la prima e la seconda sessione ed agevola le operazioni di messa a punto delle vetture dei piloti partiti per primi.

Assieme ad altre gare del triveneto, anche quest’anno la Levico-Vetriolo è inserita all’interno del programma della IRS Cup, il campionato pensato dallo stesso Degasperi e giunto al suo secondo anno di vita.

 

Il fine settimana, caratterizzato da bel tempo, è scorso senza grossi problemi e le variopinte vetture, oltre centosessanta tra storiche, classiche e moderne, si sono date battaglia lungo i quasi otto chilometri di strada che collegano i comuni di Levico e Vetriolo.

 

Vincitore della classifica assoluta, tra le moderne, ancora una volta è stato Franco Caruso, a bordo di Nova Proto Np01, che però ha avuto moltissimo filo da torcere ad opera di uno scatenato Federico Liber, su vettura gemella, che ha terminato a meno di due secondi sul totale dei tempi.
Ultimo gradino del podio per l’autoctono Diego Degasperi, sempre su Nova Proto Np01.

Tra le vetture storiche, il miglior crono è andato a Michele Massaro, a bordo della sua bellissima BMW M3 E30, seguito a distanza di ventotto secondi da Daniele Martinello su Tiga Sc 80. Completa il podio Erwin Morandell, su Fiat X1/9.

La classifica riservata alle vetture classiche ha visto primeggiare Alessandro Bertanza, a bordo della bellissima Breda Racing Brp5 appartenuta a Mauro Nesti, davanti, nell’ordine, a Kevin Lechner e Andrea Lombardi, entrambi su BMW M3 Gruppo A.

3° Paganella Rally, 18/19 aprile 2026

La nuova stagione motoristica, per il sottoscritto, si apre con la terza edizione del Paganella Rally, la gara trentina che ha debuttato nel 2024 e che, pian piano, sta prendendo sempre più piede tra le competizioni a cronometro.

 

Immersa negli splendidi scenari della Val di Non, tra meleti e vigneti, la manifestazione si è svolta per tutto l’intero fine settimana: iniziata con lo shakedown del sabato pomeriggio, ha proseguito fino ad oltre la mezzanotte, per poi far proseguire le sfide durante la giornata della domenica.

I primi duelli a tempo si sono svolti sulla speciale “Ton”, che si sarebbe dovuta ripetere in serata ma, a causa di un incidente verificatosi sullo stesso tratto di strada (non di una delle auto in gara), la ripetizione della prova è stata cancellata.
Ci si è quindi spostati sulla P.S. “Cavedago-Fai della Paganella”, anch’essa ritardata a causa di un’uscita di strada di un equipaggio in corsa, ma poi ripresa e durata fino a notte inoltrata.

Il giorno seguente le “ostilità” sono andate in scena sulla speciale “Campodenno-Sporminore” e nuovamente sulla “Cavedago-Fai della Paganella” (leggermente accorciata rispetto al passaggio effettuato la sera prima); entrambe le speciali della domenica sono state ripetute due volte.

Il meteo è stato clemente per quasi l’intero fine settimana, con solo una piccola parentesi di pioggia subito dopo pranzo la domenica, mentre le vetture erano in fase di riordino e parco assistenza .

Il rally, valido sia per le classifiche delle vetture moderne che per quelle riservate alle storiche, ha contato, nel complesso oltre cento iscritti: dalle moderne (e sempre forse troppo numerose) Skoda Fabia R5 alle altrettante molteplici Rally 4, passando per le Rally 5, con una nutrita e benvenuta flotta di Gruppi A e Gruppi N (sopra tutti Peugeot 106 e Renault Clio), per poi passare alle bellissime auto storiche, ben rappresentate da BMW M30, il plotone delle Opel Kadett, transitando per le piccole e pepate Peugeot 205.

Nel complesso, un bellissimo fine settimana, immersi tra motori e paesaggi da cartolina, come testimoniano le fotografie pubblicate.

Una mattina a casa di Travaglia…

Già, proprio così! Uno dei miei idoli sportivi da moltissimo tempo, da quando non avevo ancora raggiunto la maggiore età, il trentino Renato Travaglia, oltre che un campione al volante, si è dimostrato campione nella vita.
Persona disponibilissima, quasi timida ed introversa, a differenza invece di quanto ha sempre dimostrato in occasione delle centinaia di Prove Speciali dei rally valevoli per i campionati nazionali e oltreconfine, prove nelle quali ha sempre messo da parte questa timidezza e non si è mai risparmiato ed ha inanellato una serie importantissima di vittorie; proprio quel Renato Travaglia ha accolto, a casa sua una domenica mattina di gennaio, me e la mia ragazza Veronica come se fossimo due persone di famiglia.
Non da meno la moglie Manuela, gentilissima e anche lei molto alla mano.

Ho colto l’occasione al volo, desideroso di far la conoscenza del pilota e, ancor prima, della persona, in considerazione della disponibilità e dell’educazione dimostrate nei mesi precedenti. Le impressioni sono state totalmente confermate e il tempo trascorso completamente ripagato.
Dal punto di vista prettamente materiale, ne ho approfittato per fargli firmare, con dedica, oltre trenta cartoline che il Campione ha messo a disposizione per i soci del 106rallye Club Italia che hanno preso parte all’ultima edizione del Raduno Nazionale di settembre 2025, proprio sulle strade tanto care a Renato, nella sua regione, il Trentino.

Per sdebitarmi, seppur parzialmente, per avermi offerto una mattinata indimenticabile, ho regalato a Travaglia un modello con dedica, in scala 1/18, della Peugeot 306 Maxi Kit con la quale ha vinto il Rally Vallecamonica nel 2000 e il Campionato Italiano Rally 2 litri nel medesimo anno.
A mia volta, mi son fatto autografare un diorama, con il quale ho provato a ricreare un pezzo di parco assistenza dei primi anni 2000: un gazebo, sotto il quale sono presenti la stessa 306 Maxi Kit parcheggiata di fianco alla Peugeot 206 WRC, con la quale invece il pilota si è aggiudicato il Campionato Italiano Rally del 2002 e, nello stesso anno, il primo dei due Campionati Europei.

Non mi sono fatto sicuramente mancare qualche scatto in sua compagnia, nel suo studio, davanti a moltissime delle coppe vinte in carriera.

Al termine dei momenti trascorsi, il pilota trentino ci ha omaggiato alcuni prodotti che lui stesso ha confezionato, derivanti dall’altra sua grande passione che lo tiene impegnato: la coltivazione di frutti biologici. Molto buoni e di ottima qualità, che niente hanno a che vedere con quelli propinati dalla grande distribuzione.

In conclusione, ringrazio di cuore Renato Travaglia e la moglie Manuela per aver regalato, a me e alla mia ragazza Veronica, una domenica mattina da incorniciare.

Di seguito, alcuni scatti della giornata:

Prossimamente, un articolo sulla realizzazione dei modellini.

Raduno Interregionale Lombardia-Emilia Romagna-Triveneto, 29 marzo 2026

Domenica 29 marzo 2026 è andato in scena il Raduno Interregionale del 106 Rallye Club Italia che ha coinvolto Lombardia, Emilia Romagna e Triveneto.
Dopo il risultato positivo riscontrato la settimana prima dai ragazzi della Sezione Toscana e del Lazio, il successo è stato bissato al nord a distanza di sette giorni.

Ventuno le piccole Peugeot 106 presenti, tra le quali quelle di due ragazzi non soci del Club, che però si sono trovati a loro agio e hanno potuto constatare, dall’interno, lo svolgimento di una delle attività principali: il raduno.

Il ritrovo, fissato a partire dalle ore 9.00 del mattino, ha dato la possibilità ai vari partecipanti di raggiungere un comodo parcheggio di Custoza, in provincia di Verona.
Come di consuetudine, l’attesa di tutti gli equipaggi è servita ai soci arrivati per primi di socializzare tra loro, di conoscersi oppure di reincontrarsi dopo un po’ di tempo.

Consegnati i dolci omaggi e gli adesivi della manifestazione ai partecipanti, la comitiva è partita alle 9.45 circa in direzione Borghetto di Valeggio sul Mincio, dove è stata fatta una
sosta di circa un’ora per consentire al gruppo di visitare il paese.

Dopo quattro chiacchiere scambiate in compagnia, qualche fotografia e alcune riprese video con il drone, le vetture sono ripartite, transitando e spostandosi a cavallo tra la regione Veneto e la Lombardia, attraversando gli splendidi paesaggi offerti dalle provincie di Verona, Mantova e Brescia.

Il raduno è continuato fino ad arrivare a Solferino, dove le auto sono state schierate in Piazza Castello per una foto di gruppo.
Anche questa pausa è servita come motivo di aggregazione e per sondare le impressioni dei partecipanti, soprattutto quelli iscritti da meno tempo e che magari erano alla loro prima uscita con il Club.
L’ultima tappa della giornata è servita per accompagnare la comitiva al ristorante, dove i soci hanno potuto rifocillarsi presso la Cascina della Taverna – Grill & Wine di Desenzano del Garda.

Al termine delle libagioni, pian piano i partecipanti, dopo essersi congedati, a bordo delle proprie vetture hanno fatto ritorno alle proprie abitazioni.

Tirando le somme, un’altra bella tessera che si aggiunge al mosaico.
Prossimo appuntamento di massimo rilievo: 20 e 21 giugno 2026 per il Raduno Nazionale in Abruzzo.

Alcune immagini della giornata:

 

…dalle origini della passione alla messa in strada…