Archiviata la ventiquattresima edizione della Levico-Vetriolo, la terza “dell’era moderna”, da quando Diego Degasperi si è occupato della riorganizzazione della manifestazione.
La gara, anno dopo anno, è riuscita ad aumentare il numero di iscritti, a dimostrazione del fatto che tutto il meccanismo che la riguarda gira nel verso giusto, il tracciato richiama piloti e pubblico e i tempi di esecuzione sono quasi perfetti: la formula di suddividere in due le prime manche di prova e di gara, facendo scendere le vetture salite per prime a metà svolgimento e ripartire immediatamente con la restante parte dei partecipanti, sicuramente velocizza il tutto, evita tempi morti tra la prima e la seconda sessione ed agevola le operazioni di messa a punto delle vetture dei piloti partiti per primi.
Assieme ad altre gare del triveneto, anche quest’anno la Levico-Vetriolo è inserita all’interno del programma della IRS Cup, il campionato pensato dallo stesso Degasperi e giunto al suo secondo anno di vita.
Il fine settimana, caratterizzato da bel tempo, è scorso senza grossi problemi e le variopinte vetture, oltre centosessanta tra storiche, classiche e moderne, si sono date battaglia lungo i quasi otto chilometri di strada che collegano i comuni di Levico e Vetriolo.
Vincitore della classifica assoluta, tra le moderne, ancora una volta è stato Franco Caruso, a bordo di Nova Proto Np01, che però ha avuto moltissimo filo da torcere ad opera di uno scatenato Federico Liber, su vettura gemella, che ha terminato a meno di due secondi sul totale dei tempi.
Ultimo gradino del podio per l’autoctono Diego Degasperi, sempre su Nova Proto Np01.
Tra le vetture storiche, il miglior crono è andato a Michele Massaro, a bordo della sua bellissima BMW M3 E30, seguito a distanza di ventotto secondi da Daniele Martinello su Tiga Sc 80. Completa il podio Erwin Morandell, su Fiat X1/9.
La classifica riservata alle vetture classiche ha visto primeggiare Alessandro Bertanza, a bordo della bellissima Breda Racing Brp5 appartenuta a Mauro Nesti, davanti, nell’ordine, a Kevin Lechner e Andrea Lombardi, entrambi su BMW M3 Gruppo A.
Lo scorso fine settimana è andata in scena la cinquantaquattresima edizione del Trofeo Vallecamonica, competizione meglio conosciuta come “Malegno-Ossimo-Borno”, o più confidenzialmente “Malegno-Borno”.
La classicissima camuna ha aperto le danze del Campionato Italiano Supersalita, richiamando numerosi piloti accorsi da tutti gli angoli dello stivale, che si sono sommati a quelli che hanno preso parte al Campionato Italiano Velocità Montagna, sia con vetture storiche, che moderne.
Sui quasi nove chilometri di asfalto si sono dati battaglia oltre duecento piloti, che prima hanno riempito l’elenco iscritti e successivamente la classifica, tutti divisi in base al gruppo e alla classe di appartenenza.
Il meteo, tranne una parentesi di pioggia di circa quaranta minuti nel pomeriggio del sabato, è stato clemente su tutto l’arco del fine settimana, nonostante i timori di molti a causa della data anticipata a calendario rispetto al 2024: a maggio, difatti, il rischio di perturbazioni è molto più frequente sull’Altopiano del Sole.
Il pubblico, non moltissimo rispetto ad alcune edizioni precedenti ma comunque sempre caloroso, accogliente e ben organizzato, si è ben distribuito lungo tutto il percorso, andando a coprire sia la parte inferiore del tracciato, più lenta e tecnica, che la parte alta, dove le velocità in campo sono decisamente maggiori e il coraggio necessario ad affrontare alcuni tratti “da pelo” deve, necessariamente, essere tanto.
La classifica assoluta ha visto, ancora una volta, Simone Faggioli sul gradino più alto del podio, seguito da Francesco Conticelli e Michele Fattorini, rispettivamente al secondo e terzo posto.
Tutti e tre i piloti hanno completato la gara a bordo di Nova Proto NP01.
I numerosi piloti camuni che hanno preso parte alla competizione hanno ben figurato, sia tra le vetture storiche, che tra le moderne, dimostrando, ancora una volta, l’affiatamento al motorismo sportivo di queste zone e l’attaccamento alla manifestazione, considerata da molti (e non solo camuni) una tra le più belle su suolo nazionale.
Il pubblico ha sicuramente apprezzato le gesta dei locali ed ha ricambiato, in modo colorito (e colorato), soprattutto nelle fasi di ridiscesa del “serpentone”, tra una manche e l’altra.
Disponibili le fotografie di ogni pilota, su richiesta
Dopo sette edizioni disputate a bordo della mia Peugeot 106 Rallye, quest’anno sono tornato a guardare, da spettatore, il Trofeo Vallecamonica, meglio conosciuto come “Malegno-Ossimo-Borno”, la cronoscalata rientrata a far parte del Campionato Italiano Velocità Montagna e considerata da molti una dei più bei palcoscenici su suolo nazionale.
Emozioni contrastanti mi hanno pervaso: da un lato un po’ di amarezza per non essere presente al via, tra gli iscritti; dall’altro, felicità per essermi appostato nuovamente, come anni fa, sul prato con la macchina fotografica ad immortalare ed apprezzare le gesta dei quasi centonovanta partenti, affiancato dalla mia ragazza e dai miei amici. Continua la lettura di 52° Trofeo Vallecamonica, 27/28 maggio 2023→
Edizione dei record, la 51° del Trofeo Vallecamonica, andata in scena dal 27 al 29 maggio 2022.
Sicuramente, il primo dato rilevante è stato il numero di iscritti, fermato dall’organizzazione a duecentocinquanta, tra storiche e moderne, limite massimo di vetture ammesse.
Per trovare un elenco simile a quello dello scorso fine settimana, bisogna tornare indietro di oltre vent’anni, quando la Malegno-Borno era valida per il Campionato Europeo Velocità montagna ed era letteralmente “presa d’assalto” dai numerosi piloti italiani ed esteri.
Il secondo primato è sicuramente quello legato al termine della gara che, a causa delle numerose interruzioni, è durata fino al tardo pomeriggio.
Infine, le condizioni meteo, avverse per i tre quarti della durata delle manches: già in occasione della seconda sessione di prove del sabato pomeriggio, un temporale ha condizionato le prestazioni di parecchi piloti, tra i quali il sottoscritto, a causa degli improvvisi ed abbondanti rovesci d’acqua che hanno rapidamente bagnato la striscia d’asfalto.
L’intera giornata di domenica, invece, è stata condizionata dalla pioggia, che si è rovesciata più o meno abbondantemente sul percorso, con pochissimi momenti di tregua.
Parecchia l’affluenza di pubblico, nonostante le condizioni metereologiche avverse.
Durante la prima manche del sabato, che mi è valsa il miglior crono personale di tutto il fine settimana, ho constatato il diverso comportamento delle gomme rispetto alla Salita del Costo di inizio aprile: con temperature atmosferiche e dell’asfalto superiori, le coperture vanno maggiormente in crisi, con conseguente difficoltà ad impostare traiettorie di guida pulite. Ho realizzato un tempo di tre secondi più alto rispetto al mio miglior passaggio della passata edizione.
Il primo intermedio della seconda manche pomeridiana, invece, è stato coperto in minor tempo: purtroppo, non sono riuscito ad abbassare quello totale, rispetto la mattina, in quanto ho trovato un muro d’acqua dopo l’abitato di Ossimo, a causa del temporale di cui sopra, e una bandiera gialla prima delle ultime due curve.
La domenica, seppur su fondo stradale dalle condizioni completamente opposte rispetto al giorno prima, la storia si è ripetuta: la seconda manche ha visto, per il sottoscritto, un tempo più alto rispetto a quello della mattina, a causa del forte acquaplaning patito nella seconda porzione di strada.
Ho quindi concluso la gara con un abbastanza deludente settimo posto di classe e ventesimo posto di gruppo Racing Start.
Felice, comunque, al di là del risultato, per aver preso parte, ancora una volta, a questa stupenda gara, a mio avviso la più bella su suolo nazionale, sia da un punto di vista tecnico, che di panorama, oltre ovviamente alle questioni legate alle mie origini.
Un ringraziamento, come sempre, alla EFFELLE Motorsport, a tutti gli amici del paddock e alla mia ragazza, per l’assistenza, le chiacchiere e le risate che, come sempre, contraddistinguono i nostri fine settimana motoristici.
Un grazie di cuore all’amico Norman Archetti di Dottor Green (https://dottorgreen.it/it/) per la sponsorizzazione e il sostegno, utilissimi e preziosi per affrontare la manifestazione in modo economicamente più leggero.
Ed un plauso anche ai numerosi amici e conoscenti, sparsi su tutto il tracciato, venuti a vedere i passaggi miei e degli altri partecipanti, rimasti fino alla fine, nonostante i nubifragi.
Di seguito, alcune foto del fine settimana e il cameracar della prima manche del sabato.
Prima gara della nuova stagione per il sottoscritto, terza partecipazione alla Salita del Costo, giunta alla sua trentesima edizione.
Fine settimana iniziato, da un punto di vista meteorologico, non nel migliore dei modi: nella giornata di venerdì, infatti, le precipitazioni sono state abbondanti e il tutto è suonato come una beffa, dopo gli oltre cento giorni precedenti di siccità.
La giornata è trascorsa regolarmente e le verifiche tecnico-sportive si sono svolte regolarmente e la mia Peugeot 106 Rallye Racing Start ha ottenuto, come di consueto, l’adesivo “VERIFICATO”.
Dal giorno successivo le precipitazioni sono cessate e il meteo è andato in continuo netto miglioramento: la prima manche del sabato, però, si è svolta con asfalto ancora umido. La prudenza generale, di tutti i piloti, ha portato ad ottenere tempi cronometrati generali più alti rispetto a quelli della passata edizione, a causa, appunto, delle condizioni non ottimali del fondo stradale.
Personalmente, ho ottenuto il terzo tempo di classe, dietro le due Honda Civic di Marco Cappello ed Omar Sertori.
La manche pomeridiana, invece, è stata affrontata in condizioni decisamente migliori: l’asfalto, andato via via asciugandosi, ha garantito una tenuta quasi perfetta.
I tempi sono scesi visibilmente per tutti.
Il mio crono è stato il quarto di classe.
La domenica, la partenza della manche unica è stata posticipata alle ore undici, così da facilitare il miglioramento del tratto di strada che dall’arrivo portava al parco chiuso.
Il sole ha ulteriormente asciugato e scaldato l’asfalto e i piloti si sono potuti giocare, fino all’ultimo metro, le posizioni finali.
Dal canto mio, un leggero rammarico per il quinto posto ottenuto al termine della competizione, ad appena mezzo secondo dal quarto e a circa tre secondi dal terzo: il podio era sicuramente a portata di mano.
Sicuramente, di contro, sono molto soddisfatto per la prestazione, nonostante un paio di errori e sbavature, che si è avvicinata notevolmente a quella degli avversari su Peugeot e Citroen rispetto alle precedenti edizioni.
Anche le sensazioni di guida e, in generale, con l’auto sono decisamente migliorate, in quanto ho forse imparato a dare più fiducia alle gomme che la federazione impone per la categoria Racing Start, nonostante io continui a non considerarle come pneumatici sportivi e, di conseguenza, adeguate a competizioni ufficiali.
In generale, uno splendido fine settimana, all’insegna dei motori, della passione e dell’amicizia.
I ringraziamenti, come sempre, doverosi: alla EFFELLE Motorsport che, ancora una volta, è stata preziosa nelle figure di Alessandro Leidi e di Angelo Franzoni; agli amici piloti della squadra corse, con i quali ho passato dei bellissimi momenti prima e dopo le manches cronometrate; alla mia ragazza Veronica che, come sempre, mi ha seguito per tutto il fine settimana, standomi vicino nella mia passione, supportandomi ed essendomi utilissima nelle operazioni di montaggio e smontaggio della zona adibita a paddock.
Nuova esperienza personale su un nuovo tracciato: quello della Pedavena-Croce d’Aune, gara in salita della provincia di Belluno inserita nel calendario del Campionato Italiano Velocità Montagna, giunta alla sua trentottesima edizione.
Fine settimana iniziato non nel migliore dei modi, a causa di alcune difficoltà riscontrate già a partire dalla trasferta (esplosione di una gomma del rimorchio e spiattellamento/ovalizzazione dell’altra).
La situazione poi si è sistemata, dopo aver fatto le verifiche tecniche e sportive necessarie alla gara e dopo aver trovato un gommista del posto che mi ha sostituito entrambi gli pneumatici del carrello, così da evitarmi un rientro a casa, la domenica sera, a sessanta chilometri orari.
Nel corso del venerdì pomeriggio ho inoltre approfittato per effettuare alcuni passaggi, con l’auto stradale, per conoscere ed imparare meglio il percorso, che ho apprezzato fin da subito per la sua bellezza, velocità e completezza tecnica, oltre che per il contorno e la splendida vista di alcuni punti in particolare.
Le due manche del sabato mi sono servite per prendere confidenza e verificare il comportamento della vettura, andando a migliorare il mio tempo cronometrato del pomeriggio, rispetto a quello della mattina.
Al termine del primo passaggio della domenica ho migliorato ulteriormente la prestazione, seppur sempre lontano dai primi.
Rammarico per la seconda manche, condizionata dalla pioggia, che ha reso molto viscido il fondo stradale e, dopo una prima partenza, interrotta dalla bandiera rossa, nella quale ho effettuato un paio di traversi, ho ripreso il via per il passaggio definitivo in modo molto più prudente, con il solo obiettivo di portare la vettura al traguardo senza danni.
Il tempo cronometrato, di circa cinquanta secondi maggiore a quello già alto della mattina, mi ha relegato al penultimo posto di classe 1600cc e al quartultimo di gruppo Racing Start.
Probabilmente, senza la pioggia, mi sarei giocato il posto per un paio di posizioni più in alto nelle due classifiche.
Al di là del risultato poco soddisfacente, un bellissimo fine settimana in salsa motoristica, una bellissima nuova esperienza (che sicuramente ripeterò), il tutto condito dall’ottima compagnia degli amici della EFFELLE Motorsport, sia meccanici che piloti, e della mia ragazza Veronica, sempre preziosa ed indispensabile.
Un ringraziamento a tutto il gruppo per il tempo trascorso assieme e per l’aiuto reciproco nelle operazioni di assistenza in campo gara.
Adesso mi aspetta la pausa invernale, in attesa della stagione 2022.
Durante il riposo, avrò tempo per meditare su dove e come trovare gli attributi per osare maggiormente in gara, così da ottenere, si spera, risultati più confortanti ed in linea con quelli dei miei avversari.
Di seguito, alcune immagini della gara e il cameracar del primo passaggio cronometrato della domenica mattina.
La 29° Salita del Costo, andata in scena nel fine settimana dal 19 al 21 marzo, agonisticamente parlando mi ha lasciato parecchio amaro in bocca.
La mia seconda partecipazione alla gara veneta, dopo il blocco forzato l’anno scorso a causa dell’emergenza Covid, non è sicuramente stata degna di nota, a causa delle prestazioni velocistiche parecchio al di sotto delle mie possibilità e di quelle della vettura.
Arrivato nella mattinata del venerdì, accompagnato dalla mia ragazza, dopo aver scaricato l’auto ed aver organizzato l’area paddock assieme agli amici della EFFELLE Motorsport, ho proceduto ad effettuare gli accrediti, sia tecnici che sportivi.
Nel pomeriggio ho effettuato un paio di passaggi, con la vettura stradale, sul tratto di asfalto che, nei due giorni successivi, sarebbe stato calcato dalle coperture delle auto iscritte alla manifestazione, così da ripassarne la conformazione e dare un’ultima occhiata a curve e tornanti.
Nel mio caso e in quello dei miei avversari partecipanti con vetture Racing Start, le coperture di cui sopra, per le stagioni a venire, altro non saranno che stradalissime BF Goodrich.
Durante il primo passaggio del sabato mattina, ho tenuto volutamente un’andatura “da passeggio”, per capire il comportamento degli pneumatici già alle basse velocità, su asfalto umido, freddo e, di sua natura, viscido.
Il giorno prima, infatti, erano caduti un po’ di fiocchi di neve, che avevano imbiancato parte della strada, soprattutto negli ultimi tratti e dopo l’arrivo.
Neve che non si è fatta attendere e che è tornata a cadere già dalla metà della prima manche, che è stata poi interrotta per impraticabilità, soprattutto per via del fatto che a partire sarebbero state le vetture sport prototipo con gomme slick.
La seconda manche del sabato è stata affrontata dal sottoscritto con un po’ più di grinta rispetto al primo passaggio, tant’è vero che sono riuscito ad abbassare di qualche secondo il mio precedente crono, nonostante io sia incappato in un paio di bandiere e abbia dovuto alzare il piede nell’ultimissimo tratto, a causa di olio perso da qualche vettura.
La gara della domenica, prevista, come da programma, su unica manche, è stata asciutta dall’inizio alla fine per tutti i partecipanti.
Personalmente, sono riuscito a forzare ulteriormente, migliorando nuovamente il mio tempo, seppur rimanendo lontanissimo da quelli dei miei diretti avversari, dovendomi quindi accontentare del quarto posto (su cinque partecipanti), a circa dodici secondi dal terzo.
La scarsa prestazione è quindi dovuta principalmente alla mia difficoltà ad adattarmi agli pneumatici stradali, per colpa dello scarso feeling trasmessomi dagli stessi, e la conseguente paura di non riuscire a controllare la vettura, in situazioni di guida al limite, uniti alla volontà di non forzare eccessivamente nei cambi marcia (ho avvertito, per tutto il fine settimana, alcuni rumori sospetti nel salire e nello scendere di rapporto).
Sicuramente avrò modo di adattarmi alle nuove caratteristiche del veicolo e, gara dopo gara, affinare maggiormente la tecnica, così da poter prendere più padronanza con il mezzo meccanico ed andare a limare secondi preziosi.
Il fine settimana non è stato comunque tutto da buttare: la possibilità di passare del tempo assieme alla mia ragazza e ai miei amici, in un contesto, quello delle gare, a me molto caro, non ha prezzo, oltretutto se si affronta il tutto nella veste di protagonista, seduto all’interno di un’automobile da corsa.
Di seguito, alcune immagini della tre giorni veneta:
Di seguito, il cameracar della manche di gara della domenica e, più sotto, il video realizzato da BellunoVideo:
La bellissima settimana di vacanze in Umbria si è conclusa con la partecipazione alla cinquantaquattresima edizione del “Trofeo Luigi Fagioli”, a Gubbio, svoltasi dal 23 al 25 agosto, valida per il Campionato Italiano Velocità Montagna e per il Trofeo Italiano Velocità Montagna.
Gara molto tirata e veloce, quella eugubina svolge da sempre il ruolo di selezione tra i numerosi piloti che vi partecipano.
Quest’anno si sono sfiorate le 300 iscrizioni: i piloti, accorsi da tutta Italia, hanno riempito l’elenco partenti e hanno rinfoltito i singoli gruppi e classi di appartenenza.
Personalmente, è stata la mia prima partecipazione alla gara umbra, alla quale, fin da subito, ho dato del lei, conoscendo la fama della stessa e le caratteristiche di velocità e medie molto elevate.
Sono rimasto sorpreso positivamente, fin da subito, per l’organizzazione dell’evento e, soprattutto, per la splendida cornice medievale nella quale la competizione si immerge.
Anche il tracciato è molto bello, seppur corto, con una parte iniziale molto veloce e “da pelo”, che si sviluppa fino a tre quarti, quando si inizia poi ad affrontare una zona più lenta, caratterizzata dal susseguirsi di tre tornanti, con un piccolo allungo che porta all’arrivo.
I miei tempi cronometrati non sono stati dei migliori, a causa della cautela che ci ho messo nell’affrontare i quattro passaggi, nell’arco dei due giorni.
Nota positiva è l’aver abbassato il tempo totale, manche dopo manche.
Il divertimento è stato sicuramente molto, grazie anche a tutto il contorno e al contesto di questa tre giorni motoristica.
Un ringraziamento speciale, come sempre, va a Veronica che, ancora una volta, mi è stata accanto, aiutandomi parecchio nelle operazioni di assistenza alla vettura e di montaggio, smontaggio e gestione della zona adibita e riservata nell’area paddock durante tutto il fine settimana, nonché autrice di alcune fotografie presenti qui sotto .
Davvero un prezioso ed indispensabile contributo.
In conclusione, una gara di campionato davvero molto bella e caratteristica, che invoglia sicuramente a tornare.
Di seguito, alcune immagini:
Di seguito, il cameracar della seconda manche della domenica:
Archiviata la 49° edizione del mitico “Trofeo Vallecamonica”, la gara in salita meglio conosciuta dagli appassionati come “Malegno-Ossimo-Borno”, o più semplicemente “Malegno-Borno”, valida per il Trofeo Italiano Velocità Montagna.
Edizione curata, ancora una volta, nei minimi dettagli, da parte dell’organizzazione, che ha messo in sicurezza ogni metro dei quasi novemila che caratterizzano questa gara leggendaria, con l’intento, tra i tanti, di riportarla quanto prima ai fasti di un tempo, con la possibilità di titolazione di Campionato Italiano o, addirittura, Europeo.
Sarebbe una meritata promozione, per far tornare la competizione allo splendore di anni fa.
Per il sottoscritto, arrivato ormai alla sesta edizione personale (calcolando anche quella tragica del 2017 e quella sfortunata, causa rottura del differenziale, dell’anno scorso), parecchie soddisfazioni.
Dopo la prima manche un po’ sottotono del sabato mattina, dove ho riscontrato alcuni problemi di pescaggio di benzina, nonché alcune difficoltà di guida (sono anche arrivato lungo ad una staccata, colpendo una fila di gomme di una chicane artificiale), a causa delle gomme semislick, ho staccato un tempo finale di 5’34″72, che mi ha collocato al terzo posto di classe.
Decisamente migliore il passaggio pomeridiano: onde evitare di avere ancora problemi di pescaggio di carburante, ho riempito maggiormente il serbatoio di benzina; ho inoltre sostituito le gomme, montando le slick che già avevo usato alla Salita del Costo ad aprile.
La musica è cambiata e ho fatto registrare un tempo di 5’25″11, guidando in modo molto più deciso, potendomi fidare molto di più della vettura e delle gomme.
Ho chiuso la giornata con il miglior tempo di classe, composta da altre dieci auto, oltre la mia.
Il giorno successivo, grazie anche alle condizioni meteo che sono rimaste pressoché invariate, ho mantenuto le gomme slick e, alla fine della prima manche, il cronometro si è fermato sul tempo di 5’26″26, quinto tempo di classe.
Leggermente rallentato da una bandiera gialla, non penso comunque sarei riuscito ad abbassare di molto il mio tempo del giorno precedente.
La manche del pomeriggio, invece, è stata leggermente più sfortunata, in quanto, purtroppo, si è verificato ancora il problema di pescaggio di carburante, in un paio di curvoni veloci che portano ad altrettanti allunghi.
Il tempo della manche è stato di 5’27″42 che, sommato a quello della mattina, mi ha fatto concludere la gara al quinto posto di classe.
Il divertimento è stato tantissimo, ho trovato molto gusto a guidare la vettura con le nuove coperture e ad osare qualcosa in più in diversi punti del tracciato.
La combinazione di fattori mi ha dato ragione, facendomi abbassare di circa sette secondi il mio tempo migliore del 2016.
Anche le condizioni meteo sono state più che clementi per tutto il fine settimana, con solo un accenno di pioggia il sabato pomeriggio, che ha rovinato leggermente la seconda manche ad alcuni partecipanti.
Come sempre, un enorme ringraziamento alla EFFELLE Motorsport che, ancora una volta, mi ha supportato per tutta la durata dell’evento, grazie all’assistenza tecnica e meccanica e mi ha permesso di poter correre la mia gara di casa.
Record di partecipazioni per la squadra corse locale, che ha schierato al via ben sei vetture, distribuite in quattro differenti gruppi e cinque classi (Racing Start, classe 1600cc e 2000cc, Racing Start Plus, classe 2000cc, Gruppo N, classe 1600cc, Gruppo E1 Italia, classe 1400cc).
Unico rammarico, l’infortunio occorso, durante la seconda manche del sabato, all’amico Alessandro Leidi, che non ha purtroppo potuto prendere parte alla gara della domenica.
Un augurio di pronta guarigione.
Un grazie anche agli amici che sono passati a trovarmi nel paddock e sono venuti a vedere la gara, nonché a coloro i quali mi hanno supportato economicamente, aiutandomi nel sostenere le spese vive.
Infine, non per ordine di importanza, ma perché tengo le cose belle per ultime, un grazie di cuore a Veronica, per aver fatto molti chilometri di trasferta, per avermi raggiunto e seguito nella mia passione e per essermi stata accanto in questa due giorni davvero adrenalinica.
Di seguito, alcune foto e i cameracar di due manches:
Terza edizione del Memorial Franco Ghirardi “Piastrella”, prima per il sottoscritto.
Ho voluto sfruttare il palcoscenico di Edolo, messo a disposizione degli organizzatori di questa salita non competitiva, per provare la mia Peugeot 106 Rallye in allestimento Racing Start, dopo il “malanno” occorsole a fine luglio, in occasione della mia “gara di casa”, la Malegno-Ossimo-Borno.
Grazie alle sapienti mani di Alessandro Leidi e di Angelo Franzoni della EFFELLE Motorsport, la vettura è stata riparata e preparata per questa occasione.
Ancora una volta, la EFFELLE mi ha dato la possibilità di correre in macchina.
Dopo le verifiche del sabato mattina e la consegna dei numeri ai piloti nel paddock allestito in Piazza Brigata Alpina Orobica a Edolo, nel primo pomeriggio tutti i partecipanti sono stati accompagnati in località Monte Colmo, da dove, intorno alle 15.00, è partita la prima delle due manche di questa prima giornata.
Pur avendo fatto alcune ricognizioni la mattina con vetture stradali, il mio primo passaggio a bordo dell’auto da corsa è stato abbastanza incerto, in quanto ho sbagliato parecchie traiettorie e punti di frenata, a causa della non conoscenza del percorso.
Già la seconda manche è stata migliore, andando a correggere alcuni errori commessi precedentemente.
La domenica, invece, l’organizzazione ci ha dato la possibilità di effettuare ben quattro passaggi, due la mattina e due il pomeriggio, di cui tre cronometrati.
Ho notato un miglioramento progressivo, ad ogni manche, sia come sensazioni alla guida, sia come confidenza con la vettura, sia come pulizia di guida.
Nel complesso, un fine settimana bellissimo, dove il divertimento non è mancato, il tutto condito da splendide vetture e dalla passione che unisce tutti.
Al termine della due giorni, l’organizzazione ha omaggiato ogni partecipante di un bellissimo riconoscimento, una targa in ferro battuto con il riferimento del nome e data della salita non competitiva.
Un grazie, di cuore, anche agli amici che, ancora una volta, ho ritrovato e con i quali ho passato ottimi momenti e, un grazie, anche a quelli nuovi che ho avuto modo di conoscere e con i quali passare del tempo, così come a quelli arrivati da lontano, che si sono fatti molti chilometri per poter presenziare a questo evento, per poter apprezzare le vetture da corsa e per provare l’ebrezza di montare a bordo al posto del navigatore.
Non mi resta che aspettare la prossima edizione della manifestazione!
Di seguito, alcune immagini del fine settimana:
…dalle origini della passione alla messa in strada…